þÿ<p style="text-align: justify;">Vorremmo rispondere alla Vostra lettera pubblicata dal sito <a href="http://www.sact.it"><strong>www.sact<em>.it</em></strong></a> - ispirata dall inchiesta de <em>il Fatto Quotidiano </em>del 3 dicembre scorso<em>, </em>che ha pubblicato, in anticipo rispetto ad altri giornali, una risicata sintesi dei materiali di una nostra denuncia (testo, audio e video)  chiarendo alcuni elementi:</p> <p style="text-align: justify;">- Per primi abbiamo creduto nel progetto Agrodolce. I primi, e unici, investimenti strutturali realizzati fino ad ora sul territorio sono stati esclusivamente del gruppo <em>Einstein</em>: né <em>RAI</em>, né Regione Siciliana, né <em>Invitalia</em>, né qualunque altro ente ha ad oggi contributo in alcun modo alla costruzione degli studi.  Per questo appare offensiva ogni provocazione di dirigenti pubblici, <em>RAI</em>, che non avendo mai rischiato un solo euro che non fosse denaro dei contribuenti danno oggi lezioni d imprenditoria privata.</p> <p style="text-align: justify;">- La <em>BTL</em> non ha una sede fantasma, infatti i 40 decreti ingiuntivi che ci sono stati recapitati sono assolutamente reali. La <em>BTL</em> (Below The Line) è la società del <em>Gruppo Einstein</em> che si occupa di contrattualizzare il sotto la linea  della produzione: maestranze e troupe di <em>Agrodolce</em>. Ha sede legale a Messina presso gli stessi uffici che ospitano la sede legale della Med Studios SpA, che per il gruppo Einstein amministra gli stabilimenti di Contrada Cozzo Impalastro. Le due società hanno sede in Sicilia proprio per ribadire l intenzione originaria del gruppo d investire sul territorio siciliano. Com è stato.</p> <p style="text-align: justify;">- Einstein non è pagata da ormai più di un anno da RAI per una somma superore a 11 milioni di euro. Il Gruppo Einstein è riuscito ad anticipare questa cifra fino a quando, interrompendosi la disponibilità delle banche ad ampliare ulteriormente il credito, ha dovuto arrendersi. A pagarne il prezzo, fino ad ora, sono stati tutti i lavoratori che non hanno visto retribuite le ultime settimane del loro impegno e il nostro Gruppo che è rimasto scoperto per l intero ammontare di quella cifra già utilizzata per tenere la produzione in vita fino all ultimo giorno delle riprese.</p> <p style="text-align: justify;">Le conseguenze drammatiche che ne sono seguite sono evidenti e questa situazione ha prodotto ferite che non possono valere solo per alcuni lavoratori e non per altri. Non ci sono diritti buoni per alcuni e non per altri. O ancora: lo stesso diritto, il diritto a essere pagato, non può essere sacrosanto e inoppugnabile per gli uni e un dettaglio o un pretesto per altri. Non esistono lavoratori figli di un Dio minore.</p> <p style="text-align: justify;">Colpisce però rilevare come alcuni vertici RAI, da una parte, abbiano assistito, apparentemente impotenti, a questo soffocamento finanziario e, dall'altra, abbiano soffiato sul fuoco del disagio, strumentalizzando una sofferenza vera e reale, di cui erano causa, per cercare di trarne vantaggio dagli effetti.</p> <p style="text-align: justify;">Noi non siamo pagati, Voi non siete pagati.</p> <p style="text-align: justify;">Sono pagati invece i dirigenti RAI, e con retribuzioni regolari e monumentali, che in questi mesi hanno spiegato a Voi, anche pubblicamente, che il problema era la nostra società. Per replicare a questi argomenti Vi alleghiamo semplicemente la riposta del Presidente del gruppo, Luca Josi, all editore Minoli.</p> <p style="text-align: justify;">Non sono puntualizzazioni sterili ma la Vostra stessa lettera ribadisce che troppe informazioni Vi sono state fornite per cavalcare il Vostro disagio o alimentarlo verso una tensione di cui ora vanno a chiarirsi, giorno dopo giorno, gli obiettivi. Quando Voi affermate che <em>il costo di un episodio di Agrodolce  e di conseguenza il budget stanziato  è effettivamente più alto di quello di ogni altra soap in onda sulla televisione italiana</em>  è immaginabile che per sottoscrivere una dichiarazione tanto conclusiva e impegnativa siate stati supportati dal conforto tecnico di qualche esperto.</p> <p style="text-align: justify;">Per spiegarVi quanto sia fuorviante questo dato e quale sia la malafede di chi Ve lo ha fornito basti citare quattro elementi:</p> <p style="text-align: justify;">1       <strong><span style="text-decoration: underline;">GIOVANNI MINOLI, INTERVISTA A <em>PRIMA COMUNICAZIONE,</em> GENNAIO 2008:</span></strong> <strong><em>La soap ha attraversato parecchie traversie ed è quasi un miracolo averla condotta in porto per 91mila euro a episodio, <span style="text-decoration: underline;">un costo più basso di Sottocasa e Incantesimo</span> </em></strong><em>(</em><em>altre soap opera RAI )</em> . (Allegato 1)</p> <p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1635" title="image001" src="http://www.emgweb.tv/wp-content/uploads/2012/01/image001.png" alt="" width="484" height="47" /> <br/><img class="aligncenter size-full wp-image-1636" title="image002" src="http://www.emgweb.tv/wp-content/uploads/2012/01/image002.png" alt="" width="325" height="83" /></p> <p style="text-align: justify;">2       <strong><span style="text-decoration: underline;">PAOLO BISTOLFI, VICE DIRETTORE <em>RAI FICTION</em>, 3 FEBBRAIO 2011:</span></strong> "<strong><em>Un posto al sole costa meno perché lo facciamo negli studi di Napoli ma se andassimo a farlo fuori costerebbe <span style="text-decoration: underline;">a dir poco uguale</span>"</em></strong> .</p> <p style="text-align: justify;">3       <strong><span style="text-decoration: underline;">PIANO FICTION 2010:</span></strong> La cifra indicata (Allegato 2) è di 22.700.000. La cifra del contratto (Allegato 3) è stata abbassata a 21.000.000 dopo un  taglio ulteriore richiesto da <em>RAI</em>. Quindi dopo aver riconosciuto alla produzione una perdita di oltre 2.740.000 euro (monitoraggio <em>SIM</em> per <em>RAI</em>, perdita per la sola produzione della serie che non include la realizzazione degli studi e il fermo di <em>Agrodolce</em> per quasi due anni) <em>RAI</em> taglia ulteriormente il budget previsto per la seconda serie: da 22.700.000 a 21.000.000. Per questo, se il valore del contratto è di 21.000.000 ¬, diviso per 230 puntate, darà luogo a un costo unitario a puntata di 91.000 ¬ (21.000.000 : 230 = 91.000). Ora, due cose: la prima sarà evidente che tanto <em>Un posto al sole</em> quanto <em>Agrodolce</em> siano soap (lo vedete scritto nell Allegato 2 del Piano di Produzione 2010). La seconda è che la cifra di <em>Un posto al sole</em> risponde solo al sopra la linea (attori, sceneggiatori, registi). Il restante costo è interamente caricato sugli studi <em>RAI</em> di Napoli (che è la vera ragione per cui è nato <em>Un posto al sole</em>: far lavorare il centro di produzione partenopeo che stava per chiudere). Per questo siete stati, immaginiamo per anni, indotti a pensare che <em>Agrodolce</em> fosse un prodotto economicamente più ricco. Non è così, come conferma il vice direttore di <em>RAI Fiction</em>: <em>Un posto al sole costa meno perché lo facciamo negli studi di Napoli ma se andassimo a farlo fuori costerebbe <span style="text-decoration: underline;">a dir poco</span> uguale<strong>"</strong></em> . E, com è notorio, <em>Agrodolce</em> ha qualità ed esterni di molto superiore, fino a 4 o 5 volte, a quelli di <em>Un posto al sole</em>. Conclusioni: qualcuno ha raccontato dei dati non veri. E' l'ennesima, infaticabile, bugia che, da anni, per zizzania e per sobillare, viene comunicata da chi sapendo benissimo come stanno le cose vuole disinformare chi, facendo un altro lavoro, non può sapere tutto ciò. E se questi dati Vi fossero stati forniti da persone all interno dell azienda <em>RAI</em>, da interlocutori che conoscono benissimo la realtà della produzione, tutto questo apparirebbe ancora più grave. Quindi se Agrodolce è un prodotto <span style="text-decoration: underline;">produttivamente</span> più ricco, più costoso con più esterni (come i dirigenti RAI riconoscono e dichiarano) come può costare <em>a dir poco uguale</em>  alla <em>RAI</em>? Com è possibile? Chi ci perde? La Einstein, la RAI, Minoli? Noi abbiamo fornito un aereo per la tratta Roma-Palermo. Se il pilota si invaghisce di Hollywood, vira alla volta di Los Angeles e l aereo, evidentemente, non arriva dall altra parte dell oceano e si schiantandosi in mezzo al mare, di chi è la colpa? Dei passeggeri? Del personale di bordo? Dell aereo? O del pilota e della compagnia aerea che lo ha incaricato senza controllarlo?</p> <p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Allegato 2</strong></p> <p style="text-align: justify;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-1637" title="image003" src="http://www.emgweb.tv/wp-content/uploads/2012/01/image003.png" alt="" width="427" height="28" /></p> <p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1638" title="image004" src="http://www.emgweb.tv/wp-content/uploads/2012/01/image004.png" alt="" width="484" height="57" /><br/><img class="aligncenter size-full wp-image-1639" title="image005" src="http://www.emgweb.tv/wp-content/uploads/2012/01/image005.png" alt="" width="483" height="345" /></p> <p style="text-align: justify;">Noi eravamo una bella azienda, la seconda in Italia per dimensione produttiva e finanziaria (solidità raggiunta con più di 5.000 ore di prodotti realizzati per il prime time dei principali broadcaster). Avevamo, oggettivamente, il miglior direttore generale per la lunga serialità televisiva (parliamo spesso di meritocrazia: ecco, Wayne Doyle la incarnava).</p> <p style="text-align: justify;">Cos'è successo allora?</p> <p style="text-align: justify;">Abbiamo cominciato a registrare - non intercettare. E basta un telefonino - quando le proposte e le azioni che si palesavano stridevano col codice civile e penale.</p> <p style="text-align: justify;">E meno male che è stato fatto. Ad ascoltare le reazioni d'impermeabile indifferenza e impunità che si ascoltano oggi, immaginiamo l'ironia e lo scherno con cui sarebbero state accolte queste denunce se supportate solo da una memoria orale (oltre al fatto che episodi negati con fermezza, prima, sono stati ricordati  dopo che le registrazioni sono emerse).</p> <p style="text-align: justify;">Non abbiamo tardato a comunicare la situazione che andava via a costituirsi, come Voi scrivete, è che alla base delle denuncie civili e penali depositate nel corso di questi mesi.</p> <p style="text-align: justify;">Abbiamo provato in ogni modo a segnalare tutto questo, e in ogni forma, agli organi competenti (che non sono gli autori, gli attori, i registi, la troupe e quanti altri hanno contributo a realizzare <em>Agrodolce </em>ma l'editore committente).</p> <p style="text-align: justify;">Così, il 16 luglio 2010, denunciavamo al Direttore Generale <em>RAI</em>, Mauro Masi, e al Direttore di<em> RAI Fiction</em> <em>di essere in attesa, da oltre un anno, di partire  con conseguenti costi in aumento -  ed appare singolare  oltre che provocatorio  che si attribuiscano a Noi responsabilità inesistenti per fini dilatori che congiuntamente ad un azione diffusa di comunicazione screditante, tanto in forma pubblica che nella dimensione riservata aziendale, raffigura <strong>un inquietante quadro di continue pressioni ed interessi, che sembrano costruirsi intorno a questo contratto purtroppo oggetto di attenzioni e di visioni proprietarie  che dovrebbero esulare dalla gestione di un azienda pubblica e con essa dalla spendita oculata di denaro erariale</strong> </em>. Quindi tutti i passaggi sono stati quelli di provare a denunciare ai dirigenti competenti quanto andava a configurarsi.</p> <p style="text-align: justify;">Abbiamo ricevuto solo silenzi dai vertici e sempre più insofferenza, e molto altro, dai responsabili esecutivi.</p> <p style="text-align: justify;">Alla fine abbiamo dovuto fare una causa civile conoscendone le ricadute. La <em>RAI</em>, per sua politica, chiude ogni rapporto con chi le fa causa e così è avvenuto per <em>Top of the Pops</em> nonostante fossimo in palinsesto per la nuova stagione (e anche lì non pagati da un anno).</p> <p style="text-align: justify;">Alla fine non è rimasto che depositare cause civili e penali e affidarci alle magistrature competenti.</p> <p style="text-align: justify;">Con questo, comprendiamo, senza l obbligo di condividerla, la necessità di vedere in RAI un primario interlocutore. Noi siamo una delle tante società che lavorano per il mercato. La <em>RAI</em> rappresenta oltre il 50% del mercato stesso.</p> <p style="text-align: justify;">E  vero altrettanto che se moriremo noi, morirà un tentativo industriale che disincentiverà a lungo altri operatori a portare sul territorio siciliano nuove iniziative che non siano sporadiche ed episodiche.</p> <p style="text-align: justify;">A conclusione di questa nostra lunga lettera vorremmo ribadire l incredulità per le frasi del più stretto collaboratore di Giovanni Minoli, rilasciate in data 4 dicembre 2011, e mai biasimate, disconosciute o condannate da nessun dirigente <em>RAI</em>:   <strong><em>Si sa che quando le produzioni vanno in Sicilia, devi sottostare alle regole legate alle tradizioni dell isola</em></strong><strong><em>:</em></strong><em> <strong>non puoi sceglierti liberamente le comparse che vuoi tu, c è qualcuno che te le porta </strong></em><strong> </strong> aggiungendo<strong> </strong> <strong><em>ho chiamato Josi, e lui mi fatto una scenata incredibile, dicendo che lui  rapporti con mafiosi non li voleva avere, mai e poi mai</em></strong> .</p> <p style="text-align: justify;">Non si tratta di allusioni, nostre, ma di vere e proprie dichiarazioni del protagonista in oggetto.</p> <p style="text-align: justify;">Affermazioni confermate dagli arresti del comando dei Carabinieri di Palermo del 14 dicembre 2011, dieci giorni dopo l intervista del dirigente <em>RAI</em>, sulla produzione <em>Squadra Antimafia</em>  le cui riprese si svolgevano a pochi chilometri dalla nostra serie.</p> <p style="text-align: justify;">Tutto questo è normale? E  normale l omertà e il silenzio su questa vicenda? O forse si fa spazio l idea che così è sempre stato e così deve continuare ad essere? In ogni cosa.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Einstein Fiction</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>LETTERA DI LUCA JOSI A IL GIORNALE DEL 19 DICEMBRE 2011</strong></p> <p style="text-align: justify;">Giovanni Minoli vuole risposte. Eccole.</p> <p style="text-align: justify;">E  di <em>RAI Fiction</em> l alto dirigente che ci sprona a registrare le sue minacce e l affermazione <em>perché non registrate? </em> è del 11 marzo 2011 (ore 11.41).</p> <p style="text-align: justify;">La nuova fideiussione è stata proposta a <em>RAI</em> in 10 diverse soluzioni tutte respinte come l albero di Bertoldo.</p> <p style="text-align: justify;">Minoli sceglie <em>Einstein</em> perché primaria azienda televisiva (5 <em>Telegatti</em> su lunghe serialità); perché è guidata dal più importante costruttore di soap opera in Europa, Wayne Doyle; perché ha investito in Sicilia acquistando un terreno e facendo realizzare, sempre di tasca propria, a Massimiliano Fuksas, il progetto dei primi studi televisivi siciliani (tanto da essere scelti da Governo, Regione e <em>FIAT</em> come uno dei 5 progetti per la riconversione dell area <em>FIAT</em>). <em>Einstein</em> è secondo Minoli, il 13 marzo 2011, <em>un azienda affidabile</em>  mentre il 17 dicembre diventa un <em>produttore incompetente</em> . Perché? <em>Lo scandalo Agrodolce</em>  (su <em>Youtube</em>) potrà chiarire le ragioni di questo cambiamento .</p> <p style="text-align: justify;">Minoli ha sfondato un gruppo floridissimo devastandolo col suo talento editoriale. Dopo soli due mesi di produzione<em> </em>della prima serie<em> </em>sfora il budget per 6 milioni di euro, che <em>RAI</em> rifinanzia per 3,5 milioni (dichiarando la propria responsabilità, perché, altrimenti, fosse stata nostra, mai ci avrebbe riconosciuto tale danno).</p> <p style="text-align: justify;"><em>Einstein</em> era il bancomat per riunioni editoriali, a noi interdette, che si svolgevano a casa di Minoli. Degne della migliore tv di Stato: quella coreana! Minoli è un ex dirigente pubblico, ora in pensione, ma con rinnovata retribuzione monumentale, che non ha mai rischiato un euro che non fosse quello del contribuente; ora da consigli di management agli imprenditori privati, strumentalizzando i lavoratori disoccupati e il loro disagio, di cui lui è causa senza pagarne gli effetti.</p> <p style="text-align: justify;"><em>RAI</em> non ci paga da più di un anno e ha un debito verso <em>Einstein</em> di 5 milioni di fatture e di 6 milioni di extra costi non saldati (più di 11 milioni di euro!). Senza queste entrate, di conseguenza, <em>Einstein</em> non è riuscita ad anticipare solo gli ultimi due mesi di retribuzioni.</p> <p style="text-align: justify;">E  Minoli invece che ci intima, pur definendosi un semplice responsabile editoriale, a <em>non lasciare strascichi col proprietario</em>  di un castello sconsigliato dal Presidente della Commissione Antimafia; che vende alla Regione Siciliana la disponibilità e la ristrutturazione di studi di nostra proprietà - a cui <em>RAI</em> ha negato di voler contribuire definendoli <em>nostra libera attività imprenditoriale </em> - così da far incassare dieci milioni di finanziamento a <em>RAI</em>; non condanna o si dissocia dalle frasi del suo più stretto collaboratore, che sostiene la necessità di subire le imposizioni delle <em>tradizioni</em>  siciliane meravigliandosi che Josi non voglia infiltrazione mafiose nella produzione; si rimangia quanto detto una settimana prima, sconfessato dalla pubblicazione dell audio in cui Saccà ammette di aver ricevuto da lui, esecutore del nostro contratto e, dunque, nel potere di definirne successo o fallimento, la proposta di liquidarci con <em>2 o 3 milioni</em>  (a fronte di un contratto di 42 milioni che aveva già dato luogo a 10 milioni d'investimenti da parte della <em>Einstein</em> e che ne avrebbe sviluppato altri 210 milioni di fatturato ogni 10 anni).</p> <p style="text-align: justify;">Grazie a queste registrazioni, e non intercettazioni che sono ben altra cosa, ho potuto ricordare come si possa passare dalla totale fiducia e stima in un uomo, alla presa d atto della sua, autoprodotta, rovina.</p> <p style="text-align: justify;">PS: una domanda la faccio io: è vero che la signorina Renèe Cammarata, da lei suggerita  alla nostra società e da noi licenziata nell anno 2010, appena liberatici dal ricatto del mancato rinnovo contrattuale, è stata prontamente e liberamente  assunta, pochi giorni dopo, con un contratto di collaborazione all interno dell azienda <em>RAI</em>? Immagino a sua insaputa.</p> <p style="text-align: justify;">Luca Josi</p>